I fornitori di energia elettrica sono veramente tutti uguali? Si, quasi tutti… almeno in Italia è permesso che sia così. Si perché se con un amico ti svegli una mattina e non sai cosa fare puoi costituire una società tipo producoenergia srl e iniziare a comprare e  rivendere energia (non è così semplice, ma poco ci manca).

E’ pieno di uffici che si spacciano per produttori megagalattici che semplicemente rivendono energia facendo contratti basati su promesse, perché tanto il mercato è libero.

Dico che è permesso perché l’AEEG (autorità energia elettrica e gas) dovrebbe controllare di più le società che vanno troppo oltre il mercato di maggior tutela. Ma alla fine se i distributori di benzina vendessero il carburante a 3€ al litro nessuno andrebbe in quelli. Il problema è che nell’energia elettrica tu comune mortale non riesci a capire a priori quanto poi ci ti troverai in bolletta.

Ma allora cosa cambia se i fornitori sono tutti uguali? L’agente. Molti se la prendono con le compagnie, ma in realtà è l’agente che dovrebbe avere la responsabilità di fare una giusta consulenza. Ad esempio nella telefonia molti agenti fanno contratti senza verificare prima la copertura e spesso il cliente che rimane senza telefono, fax e internet se la prende con l’azienda di turno. Il problema invece sta alla basa: sta all’agente prendersi la responsabilità di fare o non fare un contratto dove non ci sono i requisiti minimi per proseguire.

Così come per l’energia elettrica e il gas è l’agente che deve trovare la giusta tariffa in base alle esigenze del cliente o ad esempio a compilare il modulo per la riduzione delle accise del gas quando il cliente ne ha diritto. Molte volte mi sono trovato clienti in causa con società di vendita perché venivano applicate imposte civili invece che ridotte. Anche in questo caso è sempre l’agente ad aver sbagliato e ad aver bruciato il nome della società per cui lavora; non aver perso 5 minuti a compilare un modulo in più può creare un danno di migliaia di euro.

Per trovare un vero grande produttore di energia purtroppo (o per fortuna) bisogna valicare le Alpi. In Italia non potendo sfruttare il nucleare, la produzione interna non è sufficiente a soddisfare la domanda nazionale, quindi i prezzi dei fornitori italiani o sono più alti o marginano meno creando buchi finanziari come quello di Sorgenia con quasi 2 miliardi di euro di rosso.

 

Tommaso Campanini


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